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Da quasi un secolo, calcoliamo su tecnologie basate su una fisica che nessuno ha mai veramente compreso: la meccanica quantistica, ma utilizzando una logica rigorosamente binaria. Nel 1935, lo stesso Einstein rifiutò di accettarne la stranezza di questa teoria. Un anno dopo, Alan Turing immaginò una macchina unica in grado di eseguire qualsiasi calcolo, il progetto teorico all’origine di tutti i computer che sono seguiti, definendo allo stesso tempo i limiti estremi di ciò che il calcolo potrà mai raggiungere.
Le prime macchine reali, costruite un decennio dopo, furono progettate in parte per decifrare codici usati in tempo di guerra, proprio una missione che un computer quantistico potrebbe un giorno padroneggiare nuovamente. Nel 1981, Richard Feynman individuò un altro ostacolo: anche entro quei limiti, le nostre macchine classiche non possono simulare efficacemente il modo in cui la natura si comporta realmente, e quindi la via da seguire era costruire una macchina quantistica.

