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2026/06/02
Market Insight con Adi Pane - CARF, l’equivalente del CRS per le cryptovalute

Per oltre un decennio, parte dell’attrattiva delle cryptovalute, in particolare per i capitali internazionali, si è basato su un’opacità strutturale. La decentralizzazione, l’auto-custodia e l’assenza di un quadro normativo equivalente al CRS hanno permesso agli asset digitali di operare al di fuori dell’architettura di reporting applicata alla finanza tradizionale. Questo ambiente sta ora cambiando rapidamente.


Il Crypto-Asset Reporting Framework (CARF) dell’OCSE rappresenta il primo standard globale coordinato per la trasparenza fiscale nelle transazioni di crypto-asset. L’adozione da parte della Svizzera ha seguito una sequenza deliberata: il Parlamento ha approvato il CARF il 26 settembre 2025, con l’entrata in vigore del quadro legale il 1° gennaio 2026. A seguito di una decisione della Commissione per gli affari economici e fiscali del Consiglio nazionale nel novembre 2025, gli obblighi di due diligence e raccolta dati saranno operativi dal 2027, con i primi scambi internazionali previsti per il 2028, collocando la Svizzera accanto ad Australia, Canada, Hong Kong, Singapore e UAE nella seconda fase di scambio. Il Consiglio federale svizzero ha proposto scambi con 74 giurisdizioni partner, inclusi tutti gli Stati membri dell’UE e il Regno Unito, con USA e Arabia Saudita come attuali eccezioni. A marzo 2026, 76 membri del Forum globale si sono impegnati ad implementare il CARF.